ESERCIZIO NUM: 2238 - CATEGORIA: analisi-verbo fraseologici essere impersonali - DIFFICOLTA': *****

Leggi il seguente testo e evidenzia i tempi semplici, quelli composti, il verbo essere quando è usato in forma predicativa, i verbi fraseologici, le forme verbali impersonali.

Il giorno dopo sono tornata a scuola. Non potevo farne a meno. È un po’ come per i genitori: loro vanno in uffcio a lavorare e noi a scuola. Stanno sempre a dirci"Sono distrutto. Quanto lavoro ho avuto oggi da fare in uffcio". Ma se io gli dicessi: "Mi sento distrutta. Ho avuto otto ore di lezione, una dopo l’altra" mi guarderebbero – mia madre soprattutto – come se avessi detto una parolaccia, perché non lo capiscono mica che il lavoro con i professori, le lezioni, tutto ciò che bisogna imparare, tutto ciò che bisogna scrivere, classificare, e poi i pasticci con le compagne e tutte le storie che ci sono fra noi durante gli intervalli, all’uscita da scuola, e tutto il tempo che queste cose ci prendono e come in questo modo ci stanchiamo e come questo ci fa innervosire; loro non capiscono che ci si possa sentire distrutte, assolutamente distrutte quando torniamo a casa, da quella che io chiamo "stalla". Perché nessuno mi toglierà dalla testa che ci trattano come animali. Ma non come io tratto gli animali, per esempio il mio gatto, no, come del bestiame: ecco, questa è la parola giusta. A scuola passiamo più tempo di quanto ne passo con il mio gatto, con le persone a cui voglio bene – ammesso che ce ne siano. A scuola sono prigioniera con la testa, con le mani e con tutto il mio corpo, e vorrei scappare. Perciò vado spesso in infermeria o chiedo di uscire perché ho mal di pancia. Ma si possono inventare tutte le scuse possibili: dire che si è ammalati, che si ha bisogno di fare la pipì, che si è dimenticato lo zainetto in un’altra classe, che non si riesce a stare in piedi; nell’insieme ci si continua a sentire dei prigionieri in un ambiente dove non ci sono mai sorprese. E una vita senza sorprese non è una vita.